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La struttura è situata in zona "ai Fiori", alla periferia sud della città ed è stata realizzata nell'aprile 1989.
Nei 18 anni di attività sono transitati circa 8.000 cani. Solo nel 2007 ne sono stati accolti circa 400, numerosi di essi in seguito a interventi di recupero da parte dei nostri volontari. Attualmente il rifugio ospita mediamente 35 - 40 cani.
E' intitolato a Novello Franchini, storico protezionista roveretano.
Qui vengono accolti i cani abbandonati, ma anche quelli che si sono persi o che i proprietari non hanno più la possibilità di tenere con loro.

In questo modo offriamo un triplice servizio:
- assicuriamo una casa e le necessarie cure a quegli animali che vengono abbandonati sulla strada e nella maggioranza dei casi troviamo loro una nuova famiglia;
- effettuiamo un servizio "persi e ritrovati", che riduce i tempi di ricerca dei cani smarriti dai proprietari;
- accogliendo quei cani che non possono più essere tenuti dai proprietari svolgiamo un'effettiva opera di prevenzione dell'abbandono e del conseguente randagismo.

Il canile di Rovereto non funge solo da tramite per gli affidamenti: ad ogni cane vengono assicurate un'adeguata assistenza veterinaria (che raggiunge negli interventi sanitari anche elevati standard), un'alimentazione e una igiene degne di questo nome, una presenza affettiva. Tutto questo è possibile grazie al lavoro dei tre dipendenti part - time dell'Associazione , ma anche al grosso impegno dei molti volontari che dedicano il proprio tempo libero ad aiutarli.
Tutti i dati riguardanti l'attività dei canili vengono inseriti in computer. La loro elaborazione statistica ci permette di avere un'idea precisa dell'evoluzione del fenomeno randagismo nelle varie località della provincia di Trento e di disporre di dati utili per una migliore programmazione dell'attività protezionistica, non solo della nostra Associazione. Ad esempio, la sterilizzazione di numerose cagne, accolte nelle nostre strutture e poi cedute ad affidatari, ha garantito la sicurezza di non vedersi in futuro conferire cucciolate che dovevano essere collocate. Inoltre, il fatto che i cani siano dotati di microchip si è rivelato un sistema identificativo di sicuro effetto.
La necessità di assicurare tutte le cure necessarie ai nostri amici a quattro zampe richiede un impegno finanziario notevole. La legge 281 del 14 agosto 1991 stabilisce, fra l'altro, l'obbligo per i Comuni di istituire canili dove custodire (con divieto di soppressione) i cani accalappiati sul loro territorio o, in alternativa, di appoggiarsi a strutture gestite da associazioni protezionistiche.
La PAN-EPPAA ha esercitato un ruolo fondamentale nel sollecitare i Comuni ad ottemperare all'applicazione della 281, mettendo a disposizione le proprie strutture. Attualmente i Comuni del Trentino che hanno stipulato con la nostra Associazione la convenzione per il servizio di custodia dei cani randagi sono oltre sessanta, comunque sono compresi tutti i comuni maggiori.

 


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