Tutto ciò che riguarda l'orso in Trentino

Ci vediamo in tribunale

TRIBUNALE DI TRENTO

RICORSO PER ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO E PER LA CONCESSIONE DI PROVVEDIMENTI D’URGENZA

EX ART. 696 C.P.C. ED ART. 700 C.P.C.

INAUDITA ALTERA PARTE

PER L’ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO DELLE CAUSE DEL DECESSO DELL’ESEMPLARE DI ORSO BRUNO (URSUS ARCTOS) DENOMINATO DANIZA DECEDUTA NELLA NOTTE TRA IL 10 E L’11 SETTEMBRE 2014 ED IN OGNI CASO, SUBORDINATAMENTE, PER L’INIBIZIONE DELLE CONDOTTE DISTRUTTIVE, SOPPRESSIVE O MODIFICATIVE DEI CAMPIONI ORGANICI SUI QUALI RIPETERE I RILIEVI NECROSCOPICI E PER LA CONCESSIONE DI ULTERIORI PROVVEDIMENTI D’URGENZA

Per l’Associazione Protezione Animali Natura – Ente provinciale Protezione Animali e Ambiente (P.A.N.-E.P.P.A.A.), in persona del legale rappresentante pro tempore,Adriano Pellegrini, con sede in Rovereto (TN), via Balteri, n. 2, rappresentata e difesa, giusta procura speciale a margine del presente ricorso, dall’avvocato Francesco Saverio Dalba, del Foro di Rovereto, codice fiscale DLBFNC75E08L378J, presso lo studio del quale, in Riva del Garda (TN), viale Dante, n. 58 è altresì elettivamente domiciliata; si indicano il recapito di posta elettronica certificata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e di fax 0464/555450

 -ricorrente-

CONTRO

il Ministero dell’Ambiente, in persona del Ministro pro tempore, con sede in Roma, via Cristoforo Colombo, n. 44, 00147 Roma

-amministrazione resistente-

NONCHÉ CONTRO

la Provincia autonoma di Trento, in persona del Presidente della Giunta provinciale pro tempore, con sede in Trento, piazza Dante, n. 15

-amministrazione resistente-

IN FATTO ED IN DIRITTO

1. Nella notte intercorrente tra il giorno 10 ed il giorno 11 settembre l’esemplare di Ursus arctos denominatoDaniza è stato dichiaratamente assoggettato a c.d. telenarcosi.

2. L’animale è deceduto, a dire dell’amministrazione competente, in conseguenza della somministrazione di anestetico o comunque durante lo stato di sonno anestetico: “L’intervento della squadra di cattura ha consentito di addormentare l’orsa, che, tuttavia, non è sopravvissuta”.

3. La Provincia Autonoma di Trento ha comunicato, per le vie ufficiali, che “Già in giornata l’animale sarà sottoposto ad analisi autoptica”, omettendo tuttavia di specificare a quale autorità sia commesso tale incombente. Allo stato pare tuttavia che l’autopsia sia stata rinviata. La deducente associazione ha inoltrato alla Provincia autonoma, in data 11 settembre 2014, una diffida a procedere all’esame autoptico dell’animale in difetto di contraddittorio e comunque ad opera di uffici interni alla Provincia, od al Ministero [all. 1]

4. Ove infatti l’esame fosse commesso ad organi della Provincia, atteso che il decesso dell’animale potrebbe essere ascrivibile a condotte colpose da parte di organi della Provincia medesima, con il conseguente corredo di responsabilità contabili e risarcitorie da parte dell’Ente, si appalesa ictu oculi il difetto di terzietà del soggetto deputato all’effettuazione delle operazioni, tenendo parimenti in considerazione del vivo clamore, sfociato anche in tumulti, legato alle vicende dell’orsa. Il deducente patrocinio riprova intimamente qualsivoglia uccisione di animale, anche laddove sia asseritamente giustificata dall’esecranda fame, per cui Plutarco tanto veementemente condanna le imbandigioni di mense di corpi morti e corrotti (Plut. De esu carnium, 1), mentre sarebbe dovere delle Amministrazioni pubbliche quello di tutelare con la massima latitudine gli animali medesimi: […] non enim mediocres viri sed maxumi et docti, Pythagoras et Empedocles, unam omnium animantium condicionem iuris esse denuntiant, clamantque inexpiabilis poenas impendere iis a quibus violatum sit animal. scelus est igitur nocere bestiae” (Cic., De Rep., III, 18-19), pur essendo, a giudizio di Montaigne tale sovranità meramente immaginaria, mentre ad essi gli enti pubblici dovrebbero tributare un generale dovere di umanità (Essais, II, cap IX).

5. Ove l’esame fosse commesso ad un Istituto terzo rispetto alla Provincia autonoma (ad esempio un Istituto zooprofilattico sperimentale) –che comunque terzo non è rispetto all’organizzazione ministeriale pur essa in potentia chiamata a rispondere della morte dell’animale – si rileva che il responso di quest’ultimo, sempre assai autorevole, si conchiude per prassi in una o due righe, ove viene indicata semplicemente la causa di morte, senza che tuttavia vengano enumerate le circostanze specifiche che hanno concorso all’evento esiziale o lo hanno preceduto, né l’eventuale responsabilità dei soggetti che hanno provveduto a narcotizzare l’animale o le possibili modalità di intervento alternative, ovvero le condizioni generali dell’animale (rilevabili anche da parte di personale esperto) che avrebbero dovuto indurre l’Amministrazione procedente ad escludere o postergare l’intervento et sim.

6. Costituisce inoltre prassi degli Istituti zooprofilattici sperimentali procedere allo smaltimento delle carcasse degli esemplari sottoposti ad esame necroscopico per cremazione [pur non ricadendo gli animali selvatici nel numero di quelli ai quali si applica il Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di origine animale)], cosicché l’autopsia diverrebbe un accertamento irripetibile, né sarebbero conservati campioni ematici, ovvero gli organi interni, sui quali effettuare ulteriori successive analisi.

7. Non sono note le esatte circostanze nelle quali l’animale sia deceduto, né l’esatta data del decesso (infatti le dichiarazioni ai giornali non è detto che corrispondano alla esatta cronologia degli eventi né può escludersi che il decesso sia occorso in epoca antecedente rispetto a quella dichiarata).

8. Parimenti ignote sono le condizioni di salute dei due orsi figli dell’esemplare deceduto e non ancora autonomi ed indipendenti: per l’uno è dato apprendere che sarebbe sopravvissuto all’anestesia e sarebbe stato dotato di marcaggio, dell’altro tutto è ignoto: se anestetizzato o meno e se sopravvissuto all’anestesia.

9. Quanto ai profili di responsabilità contabile dei singoli operatori che hanno effettuato la narcosi e dell’organizzazione ministeriale e provinciale, basterà ora, in sede di somma urgenza, menzionare: (a) i costi sostenuti per la reintroduzione dell’orso in Trentino: l’orsa uccisa venne infatti prelevata in Slovenia e quindi portata nel territorio Provinciale nell’ambito di un progetto Life-Ursus finanziato dall’UE con circa 3.600.000 euro; (b) la grave ricaduta economica ed il danno all’immagine della Provincia, a cagione dell’ampiamente preannunciato boicottaggio dei prodotti trentini e del turismo non solo da parte di singoli cittadini ed organizzazioni, ma anche ad opera di sindaci di comuni limitrofi [all. 2]. Invero si tratta del terzo orso che nel volgere di pochi anni viene a morte a cagione di comportamenti imperiti e negligenti (ed inespiabili sotto un rispetto etico) da parte della Provincia autonoma: dapprima un’orsa è perita affogando nelle acque del lago di Molveno, ove è caduta dopo essere stata sottoposta ad anestesia (14 giugno 2008), un altro ha patito per più mesi un lento ed atroce garrottamento dovuto alla mancata predisposizione di un c.d. meccanismo di drop-off –ossia di sganciamento- nel collare, il quale si è incarnito nel collo dell’animale, animale che i soggetti deputati a monitorare nell’ambito di un progetto costato vari milioni di euro avrebbero dovuto sapere che è soggetto ad incrementi ponderali anche superiori ai 50 Kg nel corso dell’anno (29 marzo 2011).

10. L’odierno accertamento, oltre che ad essere funzionale alla redazione di un fondato e documentato esposto alla Magistratura contabile, appare quindi essenziale affinché la deducente possa costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale (e prima ancora darvi fondatamente e documentalmente impulso) che possa scaturire dalla constatazione di una postulata responsabilità da parte della Provincia autonoma o del Ministero per il reato di maltrattamento di animali o altra differente fattispecie penale (a titolo esemplificativo e non esaustivo: violazione della disciplina c.d. CITES relativa alla Convenzione di Washington sulle specie in via di estinzione, ove l’orso, in forza del recepimento comunitario di cui al Regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche, è tutelato in Italia con maggior rigore rispetto a quanto lo sia in base alla citata convenzione internazionale CITES; la contravvenzione di cui all’art. 727-bis c.p. uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette sanzionata anche a titolo di colpa; violazione di specifiche fattispecie incriminate dalla L. 11 febbraio 1992, n. 157 e L.P. 9 dicembre 1991, n. 54 relative alla caccia).

11. L’associazione ricorrente, senza scopo di lucro, conta trai suoi scopi statutari: “A) tutelare e proteggere gli animali di ogni genere e specie nonché il loro habitat; […]

D) diffondere e promuovere con ogni mezzo l'educazione della popolazione nei confronti delle specie animali e dell'ambiente. […]

F) cooperare con le autorità competenti ai fini del raggiungimento degli scopi istituzionali; G) vigilare sull'osservanza delle norme nazionali e provinciali emanate ed emanande per la protezione degli animali e dell’ambiente[…]”. [all. 3].

12. Ricorrono circostanze tali da giustificare la richiesta dell’emissione delle misure cautelari urgenti e della disposizione dell’accertamento tecnico preventivo inaudita altera parte: infatti il procedere dei fenomeni cadaverici, la particolare mole dell’animale, la degenerazione delle componenti chimiche ematiche e l’irripetibilità di determinati accertamenti concorrono tutti congiuntamente nel configurare la somma urgenza alla quale ci si appella in questa sede. Il pregiudizio sarebbe pertanto grave ed irreparabile, perché priverebbe gli enti statutariamente preposti alla tutela degli animali della libera esplicazione della loro attività, precludendo per sempre un approfondito esame sopra la cagione della morte dell’orsa denominata Daniza.

Tutto ciò premesso e considerato, il ricorrente, ut supra rappresentato e difeso

RICORRE

all’Ill.mo signor Presidente del Tribunale di Trento, affinché egli voglia, con proprio decreto, ed inaudita altera parte, nominare un consulente tecnico veterinario, eventualmente coadiuvato da un veterinario od un medico anestesista, il quale verifichi cause, circostanze ed eventuali responsabilità nella morte dell’esemplare di Ursus arctos denominato Daniza; nonché fissi la data d’inizio delle operazioni peritali di accertamento tecnico preventivo, indicando altresì il termine per la notificazione alle altre parti del decreto, del ricorso e dell’emittendo provvedimento. Si nomina sin da ora il proprio consulente tecnico di parte, dottor Roberto Guadagnini, con studio in Mezzolombardo.

Chiede in particolare che al consulente tecnico vengano rivolti i seguenti quesiti:

  1. voglia rilevare il consulente tecnico le cause della morte dell’orso denominato Daniza ,
  2. voglia il consulente determinare l’ora esatta  e la data della morte dell’orso;
  3. voglia il consulente descrivere la natura del contenuto stomacale ed enterico dell’animale;
  4. voglia il consulente tecnico attestare se il decesso sia stato o meno conseguenza della somministrazione di sostanze narcotiche;
  5. voglia il consulente tecnico valutare l’idoneità specifica dell’anestetico utilizzato rispetto alla specie Ursus arctos in generale ed all’esemplare sottoposto ad anestesia in particolare;
  6. voglia il consulente tecnico determinare l’apporto causale allo stato generale di salute dell’animale degli inseguimenti e degli spostamenti forzosi svoltisi durante il periodo intercorso tra il 15 agosto 2014 (data del presunto incontro tra l’orso ed un umano) e la data del suo decesso ;
  7. voglia il consulente tecnico attestare se le modalità di cattura poste in essere dalla Provincia autonoma di Trento siano state o meno compatibili (a) con il piano PACOBASE [all. 4], (b) con lo specifico animale (c) le uniche esperibili nelle circostanze di luogo e di fatto con cui si è verificata la telenarcorsi;
  8. voglia il consulente tecnico evidenziare se da parte del servizio veterinario o degli operatori addetti alla narcosi siano state poste in essere condotte dolose o colpose e contegni evitabili, che ove omessi avrebbero impedito il decesso dell’orso;
  9. voglia il consulente tecnico, accertata l’età presuntiva dei due orsi figli dell’orso abbattuto, determinare se l’abbattimento possa o meno influire sulla loro sopravvivenza e sul loro sviluppo futuro.
  10. che sia sospesa ed inibita ogni attività necroscopica sull’orsa denominata Daniza ad opera di soggetti od enti differenti dal perito nominato da codesto giudice,
  11. che, nella denegata ipotesi in cui l’autopsia avesse già avuto luogo, si inibisca ogni forma di distruzione, soppressione, modificazione od interruzione dei fenomeni conservativi della carcassa dell’orsa denominata Daniza
  12. che, nella denegata ipotesi in cui l’autopsia avesse già avuto luogo o laddove non si accogliesse la domanda di accertamento tecnico preventivo, che sia conservato un sufficiente numero di campioni ematici ed organici tale da consentire l’iterazione degli esami necessari ad appurare la cagione del decesso dell’orso denominato Daniza;
  13. che sia ordinata la conservazione dell’orsa denominata Daniza e di ogni suo organo interno e tessuto in condizioni tali da preservarne lo stato ;
  14. che sia inibita ogni forma ed ogni condotta distruttiva, soppressiva o modificativa dei campioni organici sui quali ripetere i rilievi necroscopici ;
  15. che, laddove l’esame autoptico sia svolto presso un ente pubblico, sia consentita la presenza, in contraddittorio, di un medico veterinario consulente di parte nominato dalla deducente associazione;
  16. che la Provincia autonoma voglia compiere ogni operazione di monitoraggio e sorveglianza sui due orsi, figli dell’esemplare deceduto, e ne voglia compiutamente riferire in questa sede, attestando la sopravvivenza di entrambi con idonea documentazione.
  17. Copia diffida a procedere all’esame autoptico dell’animale in difetto di contraddittorio e comunque ad opera di uffici interni alla Provincia, od al Ministero;
  18. Documento comprovante la cagione dell’ampiamente preannunciato boicottaggio dei prodotti trentini e del turismo non solo da parte di singoli cittadini ed organizzazioni, ma anche ad opera di sindaci di comuni limitrofi;
  19. Copia statuto associazione ricorrente.

Si chiede altresì in via cautelare e d’urgenza ed inaudita altera parte, ai sensi e per gli effetti dell’art. 700 c.p.c., con decreto da notificarsi unitamente alla data dell’udienza alle controparti:

In via istruttoria si producono:

Dichiarazione di valore della controversia:

Si dichiara che il valore della presente controversia è indeterminato, che si tratta di procedimento cautelare e che all’atto dell’iscrizione a ruolo della causa viene versato il contributo unificato nella misura di Euro 259,00.-.

Riva del Garda, 11 settembre 2014.

Avv. Francesco Saverio Dalba

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