Imputato Lupo, alzatevi

cuccioli lupo-2

Siete accusato di aver agito in concorso con altri consanguinei per il perseguimento di azioni delittuose volte a provocare danno al patrimonio zootecnico, con l'aggravante della crudeltà, con il chiaro e manifesto intento di esercitare estorsione contro gli allevatori, di aver agito in regime di concorrenza sleale nei confronti delle Associazioni Venatorie che si dispongono quale parte civile contro le azioni del singolo e del branco.

Da tempo e da qui l'aggravante della continuità, avete agito con sistematica determinazione nell'aggressione, individualmente o in gruppo, di specie animali liberamente pascolanti sulla Lessinia Alense e Veronese, incurante delle prescrizioni, dei divieti , delle raccomandazioni e prescrizioni che a tutela della proprietà e della sicurezza sono state promulgate; il tutto con l'aggravante della crudeltà e della continuità.

Vi siete volontariamente e con precisa determinazione costituito in branco conformando così l'attività in una precisa forma di intimidazione a scopo di rapina ed estorsione nei confronti dei succitati allevatori. La radicalizzazione sul territorio è avvenuta in modo arbitrario e subdolo con le caratteristiche tipiche dell' occupazione malavitosa, agendo con l'uso sistematico della violenza, seminando paura e terrore nelle popolazioni alpine.

Siete accusato di immigrazione clandestina per essere penetrato in un territorio il cui accesso è disciplinato da leggi, di aver escogitato ogni forma di inganno per sfuggire con malefica determinazione ai tentativi di censimento messi in atto dalle autorità e di aver di fatto blandito la fiducia di molti e esposto la finanza pubblica ad un consistente esborso finanziario , dalla Pubblicistica alla Convegnistica, dalle consulenze ai rimborsi ed altro.

La totale sinecura delle disposizioni e normative in merito alla circolazione sul territorio, da parte di tutti gli imputati chiamati a correo, ha aggravato la sostanza dei reati di cui siete imputati.

Per quanto sopra

− sentiti i servizi sociali interessati,

− consultati i vertici di categoria,

− interpellate le autorità competenti

− ascoltati i testi e le parti offese nelle persone degli allevatori e cacciatori,

“ Questo tribunale della UE della PAT vi bandisce dal territorio e sospende contestualmente ogni forma di tutela e salvaguardia, rimettendo l'esecuzione della sentenza alla giustizia popolare, quindi quanto succederà d' ora avanti sarà solo ed esclusivamente Affare Vostro!

 

Non occorre spendere molte parole o rimarcare con una pesante ironia per riassumere il contenuto della serata tenutasi ad Ala il 15 dicembre 2014 , avente per oggetto appunto il Lupo e le problematiche ad esso connesse.

Una serata a metà strada tra la volontà di informare e quello di comprendere l'umore delle popolazione . Indicatore, quest' ultimo, capace di emettere sentenze di condanna o di tutela.

Il tutto nel solco di una consolidata tradizione sperimentata in modo più' o meno simile a quello adottato per l'analogo progetto Ursus Life.

 

Una serata esplicativa, didattica e ben condotta ; presenze autorevoli di referenti scientifici e responsabili amministrativi, risolutamente fermi nel ricordare le tutele giuridiche della specie , ma povere, terribilmente povere di una qualsivoglia effettiva manifestazione di concreta salvaguardia degli esemplari che stanno radicandosi sul territorio Veronese - Trentino. Neutrale quanto basta per non alienarsi le rappresentanze della controparte.

Da dove questa critica? Semplicemente per aver avvertito il disimpegno dell'organo Istituzionale nell' adottare norme, assumere comportamenti e ad emanare disposizioni tali da risultare convincenti ed efficaci. La sostanza di questa posizione è riassumibile in queste semplici quanto perentorie allocuzioni:

“ La presenza del Lupo è un dato acquisito, c'è e ve lo tenete!” “ Le predazioni fanno parte del rischio d'impresa e quindi organizzatevi!” come dire: datevi da fare perché la PAT più di tanto non intende risarcire, ma anche : “ se troverete delle soluzioni alternative.....beh nulla di meno o di più di quanto avviene in altre parti d'Europa”.

Insomma, una comoda irresponsabile rinuncia a tutelare una specie meritevole di tutela.

Peccato per questo atteggiamento distaccato, ma non poteva essere diversamente, considerato che la serata era posta volutamente nelle mani dei “ tecnici” , mentre in realtà i problemi e le tematiche ambientali spettano alla politica. A quella alta, (ma esiste ancora?), a quella che dovrebbe compiere le scelte. Un approccio tecnico è solo pilatesco, neutro e asettico; la solita trafila di comportamenti e procedure che alla fine fanno semplicemente dire come per l'orso : L'operazione è riuscita ma il paziente è morto “ oppure “ l'insediamento fornisce dei dati positivi, anzi fin troppo incoraggianti e per questo dobbiamo pensare a qualche prelievo. “ Alla parola prelievo un sussulto di speranza ha rianimato il petto fino a quel momento sconsolatamente incassato dei Cacciatori.

“Ah beh! Se si parla di prelevare, noi ci rendiamo disponibili, anche perché questo stramaledetto Lupo ci sta facendo una concorrenza spietata e sottrae prede dai nostri esangui carnieri. “ (n.d.a.)

Se l' atteggiamento dell' Ente Pubblico, calato in massa in quel di Ala si limita ad un neutrale quasi passivo controllo coadiuvato da curiosi, da fotografici speranzosi, da una miriade di invasive e fastidiose quanto costose trappole e cellule fotografiche , beh allora del Lupo se ne parlerà in cronaca (nera).

Nessun ulteriore impegno sul fronte dei risarcimenti, del supporto tecnico formativo, della partecipazione all' addestramento di cani o alla ricerca di altre succedanee forme per la tutela di tutti i soggetti coinvolti . Neppure un cenno alla contribuzione per le ormai indispensabili polizze assicurative.

Tanto varrebbe porre fine fin da subito al problema e realizzare un consistente risparmio economico rimettendo la vicenda a forme di auto reciproca tutela.

Le preoccupazioni e le proteste, molte delle quali legittime , sono arrivate dagli allevatori della Lessinia , comprensibilmente preoccupati per un fenomeno che si sta oggettivamente aggravando , per quanto poco disciplinato e gestito con fatalistica noncuranza anche se brillantemente seguito (soltanto) sul piano prettamente scientifico.

Come non accogliere la protesta dei portatori di interessi quali gli operatori economici soprattutto di fronte ad una chiamata in disparte delle autorità? Alla mancanza di risposte, ai tempi lunghi dei risarcimenti e indicazioni meno aleatorie circa l'evoluzione del problema? Perché non capire che l'accettazione della presenza e la condivisione del territorio passa anche attraverso il riconoscimento dei disagi, delle perdite, dei danni subiti dagli allevatori? Riconosceread essi un danno secondo le regole del mercato significa esporsi alle inevitabili ritorsioni.

Agevolare anche burocraticamente i danneggiati, incrementare gli indennizzi , questo è il prezzo che l' Ente Pubblico deve sostenere e la collettività sarebbe disposta ad accettarlo.

Per onor della verità non si tratta sempre e solo di poveri inermi ingenui angioletti esposti innocentemente alle brame del predatore. Si assiste spesso e la cosa è stata sottolineata con grande efficacia dalle guardie forestali, ad un ruolo degli allevatori che è non di rado passivo , vagamente disimpegnato e improntato al mero sfruttamento dell'alpeggio.

L' obbligo di una presenza dell'uomo a guardia degli animali al pascolo - che la legge impone - è pressoché ignorato . Eppure, tutto ciò è previsto nelle norme contrattuali, ma una certa parte degli allevatori - della Lessinia Alense – ne fa strame e carta straccia.

A dimostrazione di ciò, il fatto che le malghe in quota tutelate dalla presenza umana ( Coe di Ala Costeggioli Laghi Boari) non hanno patito alcuna predazione, Le altre sono gestite come “Macellerie a cielo aperto” come brutalmente è definita la Lessinia dagli stessi allevatori del Veronese. Ma gestori di tale esercizio commerciale sono non di rado gli stessi che levano poi alti lai di rammarico e di protesta.

Vi sono tre soggetti coprotagonisti della vicenda: due dei quali portatori di diritti e di interessi legittimi se non di entrambi: Il Lupo è il primo: colpevole di comportarsi come tale, poi gli allevatori o in termini più estensivi la popolazione della Lessinia Veronese titolare del diritto di possesso del territorio. E poi un terzo soggetto per il quale ben si applica la massima: “Tertium non datur” ! il progetto Wolf-life capace di analizzare il problema , disposto ad emettere sentenze di congruità ambientale e poco altro.

Grande assente la politica, il vero trait d'union con le popolazioni , il garante ultimo della salvaguardia della specie da garantire o almeno tutelare con le necessarie rassicurazioni e interventi anche finanziari. Senza questi, il tutto ricadrà nell’anodina disciplina della scienza e dell'osservazione accademica, senz'altra garanzia per la popolazione del Lupo attualmente in Lessinia.

La redazione Luciano Rizzi

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