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[19-04-2007]
SECONDA PARTE
I tests, ma soprattutto i risultati che con questi, possono essere raggiunti, naturalmente sono stati messi al vaglio, criticamente, da parte di scienziati ed esperti di tutto il mondo e sono giunti alla conclusione che il superamento delle prove così come sono state impostate non danno alcuna certezza scientifica dei risultati, in quanto a) dal 10 al 15% dei cani che avevano superato l’esame, hanno in seguito dimostrato caratteri di aggressività nei confronti delle persone, un numero preoccupante, ma non basta la stessa idea del test è di per sé inapplicabile al cane.
Il cane infatti contestualizza, cioè assume un atteggiamento e dei comportamenti diversi a seconda del luogo, ma anche delle persone con cui l’interazione avviene, quindi il nostro beniamino può benissimo sopportare un bambino quando è a guinzaglio con il suo padrone, ma può tranquillamente assalire lo stesso bambino perché gli tira il pelo, gli lancia i tipici urletti, o addirittura si mette a correre.
E se quella volta ai giardinetti, invece che con il suo proprietario ci va con altra persona? E’ sicuro un comportamento sicuramente diverso.
Altro esempio tipico, il cane con l’addestrare al campo impara a non tirare al guinzaglio, in città o in campagna assume tutt’altro comportamento.
A questo punto è giunto il momento di risolvere un problema di fondo che permea tutto il progetto:
1) vediamo il nostro compagno, o meglio, i nostri amministratori vedono il cane come una macchina? Ritornando all’illustre Cartesio? Sicuramente sì, lo sottoponiamo a revisione come le automobili,controlliamo i suoi gas di scarico (si fa per dire!), registriamo gli iniettori, gli mettiamo un bel filtro antiparticolato e gli consentiamo di entrare in centro.
2) Ritenendolo una macchina gli diamo noi, la possibilità e l’autorizzazione, non solo ad entrare in centro o nei giardini pubblici, ma gli consentiamo anche di entrare nei negozi, altra millanteria, non è possibile. Probabilmente arriveremo che il cane buon cittadino, usufruirà di sconti per la toelettatura, per il cibo, per gli accessori e con la liberalizzazione delle professioni, vedremo sconti anche da parte di sanitari, avvocati, trasporti pubblici, etc., ma a spese di chi.
E’ quindi fin troppo chiaro il progetto zootecnico-cartesiano: rendere l’animale il più possibile un essere che non interferisca con la nostra vita di umani e, per realizzarlo, chiediamo a lui, essere senziente non umano di adeguarsi a nascondere la sua caninità, gli appuntiamo al collo una medaglia ed al suo padrone un distintivo che lo elevi tra noi poveri umani che mai sottoporremo il nostro animale alla berlina, ma lo contraddistingue, anche da quella massa di incapaci, di poveracci, di barboni che non hanno il cane DOC, sebbene si tolgano veramente il pane di bocca per tenerli con sé in modo decoroso.
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