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[21-04-2007]
TERZA PARTE
La zooantropologia è una scienza.
Il termine, sebbene abbia precisi significati, viene quasi sempre utilizzato a sproposito, ritenendolo un elastico, ognuno lo tira dalla propria parte, approfittando proprio del fatto che è una parolona che comunque riempie la bocca e le orecchie, che pochi sanno effettivamente di cosa si tratta.
Per avvalorare tesi astruse, personali, ascientifiche, viene spesso tirato in ballo per celare l’assoluta ignoranza e per darsi arie da erudito.
Mi permetto di riportare il concetto di Zooantropologia come espresso dal “padre” della stessa, il prof. Roberto Marchesini:
La Zooantropologia, non è pertanto semplicemente un'area tematica o un focus di ricerca interdisciplinare, ma un nuovo modo di concepire:
* l'incontro tra l'essere umano e l'animale non umano
* l'ordine di contributi che l'uomo può ricevere dalla partnership con l'animale.
Quindi, permettendomi di banalizzare, la visione di una vera e propria “convivenza”, nell’essenzialità della parola stessa e dei benefici reciproci che ne derivano.
Lontanissima, anzi, antitetica appare la visione cartesiana e zootecnica dell’animale.
Quanti cittadini del Trentino vedono il proprio animale in questa ottica!
Nello specifico caso del Cane Buon Cittadino non si favorisce l’interscambio tra esseri diversi, ma in certo qual senso complementari, ma categorizziamo il cane come soggetto problematico o portatore solo di problemi, bisognoso non di affetto e di rispetto, ma di essere conformizzato, tipo macchina, impianto di produzione o di servizi, al quale come accade appunto per automatismi, impianti produttivi e servizi, vogliamo richiedere la conformità a fantasiose nuove norme ISO.
Si parla spessissimo, ma molte volte a sproposito del rapporto, della coppia uomo-cane, uomo animale, come di una realizzazione auspicabile, anzi da consigliare.
Prendo ancora una volta in prestito un esempio che il Prof. Roberto Marchesini, nelle sue lezioni cita spesso per far comprendere alcune importanti differenze, non proprio ininfluenti, quando scendiamo nella realtà delle cose.
La parola coppia, di per sé, indica un insieme di due cose, quindi una coppia di uccellini, una coppia di lampade, una coppia di persone, ma non indica la vera relazione esistente tre le due entità.
Stessa cosa con rapporto, possiamo intendere, nel caso dell’umano, un rapporto sessuale, un rapporto di coppia, un rapporto d’amicizia ed altro. L’importante in questo caso è di chiarire cosa intendiamo con rapporto, è una reificazione, cioè lo valutiamo come un uso dell’altro, ad esempio la prostituzione, in cui esiste una coppia, esiste un rapporto, ma non esiste uno scambio affettivo, oppure intendiamo il rapporto di coppia come un’integrazione del proprio essere con un altro essere, una condivisione di affetti reciproci e diversi, tendenti al miglioramento di ciascuno, senza interesse alcuno, se non quello di essere uno per l’altro.
La zooantropologia è nata per studiare, interpretare, studiare questi rapporti che non vedono nell’altro una cosa, un momento, un’occasione da sfruttare a proprio uso e consumo, il termine empatia, è fondamentale in questa disciplina.
Quello che ritengo importantissimo è la chiarezza, qualsiasi progetto non porta in sé germi buoni o cattivi, l’importante è essere onesti, chiari e senza voler necessariamente invadere campi sconosciuti, al solo scopo di alzare cortine fumogene.
Se vogliamo parlare del rapporto uomo cane, intendiamoci almeno sui termini, siamo chiari su quali sono gli obiettivi e non mescoliamo sacro con profano, non vi saranno polemiche, almeno concettuali.
Con queste tre puntate, di una storia che, purtroppo intravedo, infinita, spero essere riuscito a farmi comprendere da quelli che hanno avuto la cortesia di leggermi, ed insieme ai cittadini che hanno espresso la loro disapprovazione sulla stampa, aver dimostrato che non tutti hanno portato il loro cervello, all’ammasso, ponendo problematiche sociali, scientifiche ed applicative degne i essere ascoltate e auspicabilmente condivise
Claudio D'Ingiullo Responsabile Consultorio di Zooantropologia Applicata Pan - Eppaa
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