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[05-02-2008]
CHI LA DURA, LA VINCE!
Godò e Norton, fino ad un anno fa erano cani “fantasma”, che esistevano negli elenchi del canile, vanivano visti di sfuggita dagli operatori, ma non da tutti, rimanevano rintanati nella cuccia ed era tanto che si potessero osservare, da lontano, mentre addentavano il cibo nella ciotola, guardandosi attorno terrorizzati da tanta “esposizione”.
Esaminando i casi da sottoporre a specifici protocolli comportamentali, questi nomi erano in cima alla lista, Gemma aveva ben nove anni di permanenza al canile, Godo’ e Norton, rispettivamente, quattro e tre.
Se non da considerare disperati, erano in ogni modo casi difficili, ma bisognava comunque fare qualcosa per loro, era troppa la pena di vedere tanto terrore nel loro comportamento e nei confronti di persone che li amavano.
Devo confessare che non è stato facile convincere tutti che gli sforzi in termini di tempo, d’impegno, ma anche finanziario, dovevano essere portati avanti per un lungo periodo.
Il recupero comportamentale è un impegno giornaliero che si protrae per mesi, prima di poter apprezzare un minimo miglioramento, a volte, si riesce a fare un passo avanti, ma che è seguito, magari, da due indietro.
Molte volte siamo stati in procinto di desistere, essere a conoscenza che non sempre benevoli critiche vengono a questo cambiamento di considerazione dello status del cane. Pesantissimi attacchi che è impossibile dimenticare, hanno, non solo rischiato di affossare questa “svolta”, ma addirittura la sopravvivenza della stessa associazione, con motivazioni diverse, ma comunque sempre illogiche, tendenziose e personali.
In un solo caso tra questi, quello di Norton, è stata decisa, col veterinario comportamentalista, una terapia farmacologica, una prima scelta, è stata abbandonata dopo due mesi poiché non si erano ottenuti risultati apprezzabili.
In tutti e tre sono state utilizzati miscele di fiori di Bach, piccoli, ma significativi ed apprezzabili, i migliuoramenti.
Il recupero comportamentale classico, applicando la desensibilizzazione ed il controcondizionamento, è stato alla base del successo del programma.
Non sempre si sono potute applicare con costanza e con assoluto rispetto dei protocolli, per dirne una tra tante, la tranquillità da assicurare ad un soggetto che ne ha necessità è alquanto aleatoria, il loro stesso accudimento, le pulizie dei box, da parte di più persone, l’agitazione degli altri ospiti, le visite e le passeggiate, rendono il canile, l’ultimo posto “ideale”.
Confesso che molti sono stati i giorni neri, pochi e lentissimi i progressi che soli, potevano darci la spinta necessaria.
Quelli che sono stati, a mio parere, vincenti, l’ostinazione e l’assiduità, compatibilmente con i propri impegni, che si è riusciti a dimostrare, prima a se stessi, poi agli “altri”.
A monte, sono sicuramente presenti a livello genetico, in tutti e tre i soggetti, sono cani da caccia, mentre ontogeneticamente hanno avuto una mancata socializzazione secondaria, probabilmente associata a proprietari che sono riusciti solo a peggiorare il loro stato.
Non si sono mai dimostrati aggressivi eppure, erano spaventati dal movimento delle mani, anche se le distanze di sicurezza venivano in qualche modo rispettate, il solo timbro di voce era in grado di farli fuggire, portandoli, magari, a schiantarsi contro il recinto.
Ora Gemma e Godò, vanno volentieri a passeggio, la prima non vuole allontanarsi troppo dal suo canile-rifugio (mai termine fu più esatto), è molto minuta ed è molto freddolosa, Godò, durante le sue escursioni accompagnate, passa gran parte del tempo a raccogliere informazioni odorose dall’ambiente in cui transita, nel miglioramento ha molto influito il piacere che dimostra nel ricevere bocconcini premio, accorgimento che è stato utilizzato con dovizia.
Ora Norton, Godò sono ospitati assieme a Dora, altra storica presenza ed alla quale è bastato, al momento, cambiare alcune “amicizie” di box, per ottenere dei risultati apprezzabili in termini d’interattività.
A Norton, ora, è stato messo un collare DAP (feromoni appaganti), contribuirà ad aiutarlo nel cambiamento, mentre prosegue con la terapia farmacologica, ma se ne sta valutando l’eventuale sospensione.






 

 


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