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[22-04-2008]
La benedizione 1
lettera al giornale l'Adige
Cerco di rispondere a cotanta scienza teologica, non con le parole, magari sdegnate e altamente critiche di un protezionista (avrei tanto da dire), oppure, neppre schernendomi della mia incompetenza (non sono un medico…), fare come fanno spesso i sacerdoti, parlando di sesso, pur ufficialmente non praticato, di rapporti pre e matrimoniali, ma, non è loro concesso di sposarsi, fanno beneficenza, ma con i soldi degli altr, assillandoci anche con pubblicità da milioni di euro, affinchè elargiamo loro il 5 per mille dei nostri redditi, riportando alcuni versetti che il clero dovrebbe conoscere (Bibbia).
A mio sommesso parere il peccato di cui non dovranno certo rendere conto a me, è quello di ergersi ad una Autorità superiore a quella di Dio, rifiutandosi di fare pretestuosamente, con la puzza sotto al naso, quello che Dio stesso ha fatto, benedire quegli esseri viventi che aveva creato e di benedire quello che, sempre Dio stesso, aveva ritenuto degno “gli voglio fare un aiuto che gli sia simile” (Genesi 2 – 18))
Genesi 1 -20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra».
24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona
Genesi 2 - 18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.
Mi astengo di parlare di San Francesco, forse il Santo meno amato dalla gerarchia acclesiastica da molti secoli.
Grazie per l’ospitalità
Claudio D’Ingiullo Vice Presidente Entto Provinciale Protezione Animali ed Ambiente
Rovereto, 22 aprile 2008
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