|
[22-04-2008]
la benedizione 2
posizione di Adriano Pellegrini
IL GRAN RIFIUTO
Domenica scorsa, a Mori, è andato in scena “il gran rifiuto” d’impartire una benedizione “urbi et orbi” che avesse quali destinatari i cani ed i loro rispettivi padroni o viceversa.-
La più alta gerarchia ecclesiale, il vescovo Bressan, il suo vicario Lauro Tisi e giù giù fino al decano di Mori, Tarcisio Guarnieri, hanno convocato un summit per l’assunzione della correlativa decisione con il seguente o.d.g:
benedizione si o no?
Dopo un’ argomentata ed aulica disputa, è stato emesso il verdetto: Rigetta l’istanza, benedizione….non licet.
Sono sconcertato; ancor più dalla risibile motivazione, secondo cui era “inopportuna…in quanto la tradizione” lega questa pratica “alla festività di Sant’Antonio” (fonte, L’Adige, pag. 17, 21 aprile 2008).-
Mi chiedo e chiedo: la benedizione di tunnel, strade, asili nido, scuole, moto, trattori, ortaggi, etc. (sovente, in epoca pre-elettorale, e quindi non a data fissa) a quale Santo e/o specifica ricorrenza è riconducibile?
Emulo di Giobbe, ho sfogliato con speculare pazienza il cosiddetto libro dei Santi, il Martyrologium Romanum e non ho trovato il Santo patrono dei trattori e di quanto in precedenza indicato. Forse, la mia curiosità, potrà essere soddisfatta dalla lettura della prossima edizione? La prenoto fin d’ora.
Leggo alla voce “benedictione” di S. Francesco D’Assisi “chi o ciò che è fonte di bene o di gioia”. Per noi, umili pecorelle, quel “ciò”, è anche, la compagnia e l’affetto che un cane od un qualsiasi altro animale quotidianamente ci regala, valori, che gli umani sempre più raramente trasmettono ai propri conspecifici.
Personalmente, lontano dalla gerarchia di Piazza Fiera e dintorni, mi sento vicino a chi il proprio cuore tutto accoglie e nessuno rifiuta, diversamente da vescovile algida discriminazione. In particolare, a S. Giovanni Bosco (“Guarda quel povero cane di nessuno. Chiamalo, dagli un po’ della tua merenda, fagli una carezza. E’ il Signore che te lo manda perché tu possa fare una buona azione verso una creatura così abbandonata”) e Papa Karol Wojtyla (“Gesù amava molto gli animali. Quando ero molto giovane, prima che cominciassi ad andare a scuola, non potevo comprendere perché nelle mie preghiere serali dovessi pregare solo per gli esseri umani. Perciò, dopo che mia madre aveva pregato con me, ero solito aggiungere silenziosamente una preghiera che avevo composto io stesso per tutte le creature viventi. O padre celeste, proteggi e benedici tutte le cose che hanno vita, difendile dal male e falle dormire in pace”).
Oggi, Tarcisio Guarnieri si abbandona ad ulteriori considerazioni; tutte all’insegna del “rappezzo è peggiore del buco”. Tuona, con “un pericoloso rischio di idolatria”, richiamando dagli angusti meandri della mia memoria, John Lubbock secondo cui le divinità rappresentate sotto forma di idoli, avrebbero assunto caratteri antropomorfi. Suvvia, siamo al ridicolo. Infine, ma ce ne sarebbero molte altre, un’ultima perla: “c’è una spesa folle per alimentare questo hobby”. A parte la considerazione che ognuno spende le proprie risorse come crede, come può e come vuole, forse gli animali sono invisi all’autorità ecclesiale….perché non possono destinare alla Chiesa cattolica l’8 per mille del gettito fiscale dell’IRPEF?; quando a ciò, indurranno i loro padroni, la benedizione sarà loro assicurata.- Siatene certi.-
Ad maiora.-
|